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Il settore lapideo italiano nei primi sei mesi del 2018 ha esportato 1.818.093 tonnellate di materiali lapidei del valore di 940,4 milioni di euro registrando un calo del 6,2% in valore e del 10.7% in quantità rispetto ai primi sei mesi  del 2017.

ITALIA – TUTTI I PAESI EXPORT
  2017 2018 diff. % 2018/2017
Gennaio-Giugno 2017-2018 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta’ % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 753.704 198.684.334 641.374 188.261.517 -14,9 -5,25
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 56.308 17.008.192 66.116 17.484.265 17,42 2,8
MARMO LAVORATI 399.259 488.418.383 348.916 454.489.972 -12,61 -6,95
GRANITO LAVORATI 234.152 245.605.772 236.606 229.562.189 1,05 -6,53
ALTRE PIETRE LAVORATI 64.217 15.054.050 57.604 15.181.053 -10,3 0,84
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 1.507.641 964.770.731 1.350.616 904.978.996 -10,42 -6,2
GRANULATI E POLVERI 520.613 32.920.504 448.515 31.134.288 -13,85 -5,43
SubTOT con Granulati e Polveri 2.028.254 997.691.235 1.799.132 936.113.284 -11,3 -6,17
ARDESIA GREZZA 803 447.492 381 242.026 -52,56 -45,92
ARDESIA LAVORATA 5.492 3.891.057 4.941 3.400.568 -10,03 -12,61
PIETRA POMICE 2.479 440.473 13.640 600.704 450,1 36,38
Totale 2.037.028 1.002.470.257 1.818.093 940.356.582 -10,75 -6,2

 

Risultano in calo tutte le categorie merceologiche, ma per la prima volta da anni, non è solo la voce dei lavorati a mostrare il segno meno: anche per marmo blocchi e lastre si registra un calo significativo.

A questo riguardo, dai dati ISTAT riportati in tabella, si può notare che, nei primi sei mesi del 2018, sono state vendute sui mercati internazionali  641.374 tonnellate di marmo blocchi e lastre, per un valore di poco superiore ai 188 milioni di euro registrando una contrazione del 14,9% in termini di quantità e del 5,25% in valore rispetto allo stesso periodo del 2017. A tal proposito è importante segnalare anche un aumento dell’11% del valore medio unitario del materiale lapideo italiano, che passa dai 263,6 euro/tonnellata dei primi sei mesi del 2017 ai 293,52 euro/tonnellata odierni.

Il forte calo riscontrato nell’export di marmo blocchi e lastre è dovuto principalmente alla contestuale contrazione della domanda di India e Cina, che da sempre rappresentano i principali mercato di sbocco dell’ export italiano per questa categoria merceologica.

Il calo più importante in assoluto si registra nei confronti dell’India: il Paese passa dalle 236.464 tonnellate acquistate nei primi sei mesi del 2017, alle 137.931 dei primi sei mesi del 2018, registrando perciò un andamento negativo pari al 41,67% in termini di quantità e del 38% in termini di valore: gli acquisti indiani di marmo blocchi e lastre italiani risultano pari a 27,5 milioni di euro contro i 44,5 milioni di euro dell’anno scorso.

Anche nei confronti della Cina l’export italiano di marmo blocchi e lastre subisce un rallentamento. I quantitativi di marmo grezzo esportato dall’Italia nel 2018, sono passati da 269.754 tonnellate dei primi mesi del 2017 alle 251.365 di quest’anno (-6,82%). Si evidenzia invece un aumento del valore esportato (+9,92%) che raggiunge i 94,8 milioni di euro contro i 86,2 milioni di euro dei primi sei mesi del 2017.

Gli Stati Uniti, nonostante si siano sempre dimostrati interessati principalmente al lavorato, per il secondo anno consecutivo incrementano la domanda di marmo blocchi e lastre arrivando a 3,2 milioni di euro contro i 2,3 dell’anno precedente registrando un incremento percentuale del 40%. Anche l’Egitto  continua il trend di crescita evidenziato nei primi sei mesi dello scorso anno con un quantitativo di marmo blocchi e lastre pari a 50.024 tonnellate di materiale per un valore di 6,3 milioni di euro (+13,7% in quantità e di quasi il 30% in valore). L’Europa conferma invece  il trend negativo generalizzato che sta vivendo il settore, infatti i principali Paesi Europei mostrano diminuzioni sia in valore che in quantità. Da segnalare, anche se su quantitativi e valori di basso livello, l’incremento percentuale dell’Austria, che evidenzia un aumento in quantità di + 54% e di circa  l’8% in valore. Grande assente, tra i valori positivi per il materiale, la Francia che dopo il grande aumento di acquisti registrati nei primi mesi dello scorso anno, crolla a livelli percentuali superiori al 40% sia a in termini di valore che in termini di quantità.

Per quanto riguarda  i lavorati, complessivamente l’Italia ha esportato verso il resto del mondo lavorati di pietra (marmo, granito e altre pietre) per un valore di 702,6 milioni di euro, con un calo rispetto al primo semestre 2017 del 7% con un valore medio unitario che rimane sostanzialmente invariato, ovvero di poco superiore ai 1.000 euro per tonnellata.  Anche a livello quantitativo si registra un calo dell’8%.
Il marmo lavorato rappresenta con il 48,3% la voce più importante delle esportazioni di materiale lapideo in termini di valore corrispondente di 454,5 milioni di euro, in calo del 6,95%.

Il continuo calo dell’export di lavorati di marmo è da attribuire alla contrazione nelle importazioni da parte degli Stati Uniti che registrano un calo percentuale superiore al 15,2% in termini di quantità e del 7,4% in termini di valore. Le tonnellate esportate verso il Paese infatti passano dalle 69.312 dei primi sei mesi del 2017 alle 58.764 tonnellate attuali, con un valore di 144,5 milioni di euro attuali contro i 156,2 milioni di euro della prima metà dell’anno scorso.

Anche il valore dei lavorati esportati verso i Paesi dell’Unione Europea si contrae, a seguito di un calo delle quantità e un contestuale aumento dei valori registrato nello stesso periodo del 2017. I paesi che nel primo semestre del 2017 dimostravano un interesse maggiore per l’import di lavorati come Regno Unito e Francia, registrano invece un calo rispettivamente del 26% e del 12.36% in termini di valore. Seppur su valori bassi, si ritiene interessante sottolineare l’incrementato  interesse verso il lavorato di marmo Made in Italy, da parte del Portogallo, che raggiunge quasi i  1,6 milioni di euro, registrando un +48%.

Sul mercato extraeuropeo risultano in aumento, in termini di valore, le esportazioni di lavorati di marmo verso l’Africa Settentrionale, che,  vede un incremento dell’7,2%, trainata dall’ Algeria che, nonostante una contrazione a livello quantitativo, importa lavorati dall’Italia per  11 milioni di euro rappresentando più del 50% del valore importato dall’Africa Settentrionale. È interessante notare l’aumento delle importazioni di lavorati di marmo da parte dell’India (8894 tonnellate, +68,4% e 8,2 milioni di euro, +164%).

 

Con riferimento al Distretto Apuo–Versiliese, l’analisi e la rielaborazione dei dati ISTAT, evidenziano un calo di lavorati pari all’8% rispetto allo stesso periodo analizzato nel 2017 e un aumento dell’export dei grezzi (pietra, sabbia e argilla) pari al 3%. È la provincia di Massa-Carrara a fornire il maggior contributo all’export dei materiali lapidei del comprensorio.

EXPORT DI LAVORATI (Pietre tagliate, modellate e finite) – Valori in euro
TERRITORIO primi sei mesi 2017 primi sei mesi 2018 var 18/17
export export
La Spezia 7.247.037 8.676.336
Massa-Carrara 170.500.120 167.509.720
Lucca 69.493.647 51.596.941
Distretto Apuo – Versiliese 247.240.804 227.782.997 -8%

Fonte: 1 – Coeweb, Istat, rielaborazione IMM

 

Export di Grezzi ( pietra, sabbia e argilla) – valori in euro
TERRITORIO primi sei mesi 2017 primi sei mesi 2018 var 18/17
export export
La Spezia 1.885.577 2.325.167
Massa-Carrara 102.858.038 107.381.445
Lucca 17.156.847 15.809.575
Distretto Apuo-Versiliese 121.900.462 125.516.187 3%

Fonte: 2 – Coeweb Istat, rielaborazione IMM

 

Diventa quindi evidente il momento difficile che sta attraversando l’export del settore, complice sicuramente la flessione di importazioni di marmo blocchi e lastre da parte di Cina e India, da sempre principali partner commerciali con il nostro paese e che, come indicavamo nel comunicato stampa dei primi sei mesi dello scorso anno, rappresentavano la destinazione di circa il 67% dei quantitativi di marmo blocchi e lastre esportati, contro l’attuale 60,5%. Il Distretto Apuo-Versiliese invece si mostra in controtendenza, registrando un aumento del 3% in termini di valore.

Un elemento da considerare tra le cause della contrazione dell’export dei lavorati, tenuto conto della crisi generalizzata, riguarda i prodotti naturali concorrenti, che conquistano l’attenzione di Paesi che, in momenti di difficoltà, prendono il prezzo inferiore come elemento principale nella scelta tra varie possibilità di acquisto anche a scapito della qualità, caratteristica imprescindibile della pietra naturale Made in Italy che perciò mantiene prezzi coerentemente commisurati al suo valore riconosciuto a livello internazionale.

Per quanto riguarda , il cosiddetto “quarzo” cioè il marmo artificiale, viene promosso direttamente presso gli architetti, con la stessa “potenza di fuoco” che caratterizza il settore ceramico. Architetti e designer trovano conveniente specificare questi materiali che, in quanto prodotti industrialmente in serie, garantiscono una uniformità di colore e caratteristiche che la pietra naturale, che non esce da un forno, non può garantire. Tuttavia  il maggior fascino e  valore aggiunto in termini di unicità, e anche di storia, del marmo è nel suo essere un prodotto naturale. Da questo punto di vista l’attività ormai ultradecennale che IMM svolge in termini di formazione per gli architetti rispetto sia al valore che al corretto impiego dei materiali lapidei diventa anche più rilevante.

Per contrastare questo trend, risulta quindi di estrema importanza la ricerca e lo sviluppo di nanotecnologie e trattamenti superficiali che migliorino le caratteristiche fisiche e meccaniche dei materiali lapidei.

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