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Carrara, 11 Dicembre 2018

Prosegue anche nel terzo trimestre del 2018 l’andamento negativo dell’export di materiali lapidei italiani. Le esportazioni italiane si attestano in 2.617.833 tonnellate con un valore complessivo di 1.396.825.350 euro, in calo rispettivamente dell’ 11,32% e del 5,95% se confrontate con i primi 9 mesi del 2017.

Il calo colpisce quasi tutte le categorie merceologiche, sia di lavorati sia di materiali grezzi. Gli unici segni positivi si registrano per il granito, sia grezzo sia lavorato, le cui esportazioni aumentano in quantità ma registrano un calo in valore.

Tabella: Export materiali lapidei

ITALIA – TUTTI I PAESI EXPORT
  2017 2018 diff. % 2018/2017
Gennaio-Settembre 2017-2018 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta’ % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 1.073.053 296.733.330 923.803 270.993.204 -13,91 -8,67
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 91.153 26.668.280 98.128 26.287.573 7,65 -1,43
MARMO LAVORATI 571.590 717.063.987 501.625 676.229.180 -12,24 -5,69
GRANITO LAVORATI 359.866 367.627.097 361.794 349.421.737 0,54 -4,95
ALTRE PIETRE LAVORATI 98.300 22.969.074 90.725 23.961.418 -7,71 4,32
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 2.193.963 1.431.061.768 1.976.076 1.346.893.112 -9,93 -5,88
GRANULATI E POLVERI 746.115 47.363.286 620.397 44.252.757 -16,85 -6,57
SubTOT con Granulati e Polveri 2.940.079 1.478.425.054 2.596.473 1.391.145.869 -11,69 -5,9
ARDESIA GREZZA 1.271 669.553 537 347.255 -57,73 -48,14
ARDESIA LAVORATA 7.614 5.362.694 6.612 4.642.797 -13,16 -13,42
PIETRA POMICE 3.062 671.078 14.261 689.429 365,73 2,73
Totale 2.952.026 1.485.128.379 2.617.883 1.396.825.350 -11,32 -5,95

Fonte: Rielaborazione IMM su dati ISTAT

Nei primi 9 mesi del 2018 sono state esportate 1.425.428 tonnellate di marmi tra blocchi, lastre e lavorati, per un valore complessivo di 947.222.384 euro. Analizzando gli andamenti delle esportazioni si conferma il trend osservato nel primo semestre dell’anno. La flessione interessa sia le quantità che il valore, ma va sottolineato l’aumento dei valori medi unitari che passa, per i blocchi e le lastre di marmo, dai 277€/ton del 2017 a 293€/ton del 2018 e per i lavorati  dai 1254€/ton ai 1348€/ton.

Il valore medio unitario del materiale lapideo italiano, dai 503 €/ton dei primi mesi del 2017 arriva nel 2018 a 534 €/ton, registrando quindi un aumento del 6,06%.

Si tratta di un segnale importante, che mitiga almeno in parte gli effetti subiti dal calo della quantità esportata, e che evidenzia ancora una volta come sia apprezzato l’alto livello qualitativo dei materiali e delle lavorazioni pese in esame, valorizzando le peculiarità uniche della pietra naturale.

Analizzando nel dettaglio le esportazioni di materiali lapidei italiani si osserva un calo degli scambi con tutti i principali partner. Tra i Paesi che superano le 100 mila tonnellate di materiali importati, solo la Svizzera risulta stabile, diversamente da Cina, Germania, India, Francia, Tunisia e Stati Uniti.

Verso questi sette grandi mercati nei primi 9 mesi del 2018 sono state esportate complessivamente 1.582.616 tonnellate di materiale lapideo (tra lavorati e grezzi), corrispondenti al 60,45% del totale delle quantità esportate dall’Italia.

In questi sette Paesi, la riduzione percentuale più elevata nelle quantità si è registrata in India con un calo del 35,81%, seguita dalla Tunisia con un calo del 34,73%, dagli Stati Uniti in calo del 10,69%, dalla Germania con diminuzione del 9,94%, dalla Cina con un calo del 6,22% e dalla Svizzera, che riduce la quantità di materiale importato dall’Italia del 0,06%, rimanendo sostanzialmente stabile rispetto al terzo trimestre del 2017. L’export verso la Francia mostra invece un lieve aumento dello 0,13%.

Il valore delle esportazioni verso questi sette Paesi è pari a 777.695.993 euro e supera il 55,6% del valore totale esportato. Gli Stati Uniti sono il primo Paese per valore di materiali esportati nel Paese, con circa 295 milioni di euro, ma in calo del 6,64%; segue la Cina con circa 157 milioni di euro, con una leggera flessione del valore pari allo 0,25% e la Germania con circa 122 milioni di euro, in aumento del 1,7%.  Rispetto  ai primi 9 mesi del 2017 si registrano inoltre cali nel valore delle esportazioni verso l’India, con un meno 23,31%, e verso la Tunisia, con meno 25,67%. Francia e Svizzera presentano un calo nel valore rispettivamente di 1,69% e 3,93%.

Asia:

Confermando il  trend già evidenziato nel primo semestre del 2018, si consolida il calo delle esportazioni verso il mercato indiano. Il calo è provocato dalla forte riduzione delle importazioni di blocchi e lastre di marmo (-38,68%), che passano dalle 325 mila tonnellate del 2017 alle 199 mila dei primi 9 mesi del 2018. Va però sottolineato l’aumento dell’import sia in quantità che in valore dei lavorati di marmo, che crescono rispettivamente del 80,3% e del 118,3%.

Questa differenza di trend tra grezzi e lavorati  fa auspicare un possibile cambio di target per chi in Italia esporta sul mercato indiano, mercato che mostra un crescente interesse per i materiali lavorati italiani.
E’ tuttavia da segnalare il forte aumento negli ultimi anni  dei produttori di quarzi e pietre sintetiche, materiali che in un prossimo futuro potrebbero rivelarsi un serio competitor rispetto ai lavorati in marmo anche sul mercato indiano. Ad oggi si segnala un aumento delle imprese indiane che commerciano marmi importati, con la  conseguente crescita di competitività sul prezzo,  tendenza che  probabilmente ha  portato le imprese indiane a rifornirsi di materiali meno costosi e meno pregiati rispetto ai blocchi italiani (Fonte LitosOnline – The stone industry in India in 2018).

 

 

Le esportazioni verso il mercato cinese mostrano un calo del 6,22% delle quantità totali di materiali lapidei che si attestano in 417.484 tonnellate, accompagnato da una leggera flessione del valore (- 0,25%) che supera i 156 milioni di euro. La diminuzione delle quantità riguarda sia i marmi lavorati sia i marmi grezzi, mentre crescono le esportazioni dei graniti. I marmi lavorati mostrano una diminuzione dell’8,82% nelle quantità, passando dalle 34 mila tonnellate del terzo trimestre 2017 alle 31 mila tonnellate del 2018, ma al contempo aumentano dell’ 11,15% in valore, portando il valore medio unitario a 638€/ton. La riduzione delle quantità coinvolge anche i marmi grezzi, da sempre traino delle esportazioni lapidee italiane verso la Cina, che passano dalle 404 mila tonnellate del 2017 alle 373 mila del terzo trimestre 2018 (-7,8%), tuttavia si registra un aumento del valore che supera i 133 milioni di euro, portano il valore medio unitario del marmo grezzo a circa 359€/ton.

Fattori che possono aver contribuito alla flessione delle esportazioni verso la Cina sono sia il     rallentamento  nel settore delle costruzioni, che il cambiamento nelle scelte dei clienti finali, che iniziano a preferire materiali dai colori più esotici rispetto ai marmi e graniti tradizionali. Infine, l’aumento della consapevolezza del rischio ambientale ha portato alla chiusura di numerosi siti di lavorazione e trasformazione che non ottemperavano le norme ambientali, riducendo così la richiesta di materiale in blocchi (Fonte LitosOnline – Xiamen Stone Fair 2018 – Impressions).

Occorre comunque specificare che, alla luce degli eccezionali risultati registrati nel 2017, la riduzione delle esportazioni verso il mercato cinese può leggersi come un riallineamento, ovvero un ritorno a valori normali, più che una vera e propria inversione di tendenza:  a dimostrazione di ciò si richiamano i dati inerenti il terzo trimestre degli anni dal 2010 al 2017: la quantità media di marmo italiano (blocchi, lastre e lavorati) esportata in Cina si attestava sulle 350 mila tonnellate circa, quantità inferiore alle circa 403 tonnellate del terzo trimestre 2018.

 

Per completezza di informazione, rileviamo anche alcuni Paesi asiatici che non sono solitamente considerati come principali importatori di riferimento. Si segnala il rallentamento di Hong Kong (meno 25,89% in quantità e meno 26,60% in valore) e della Korea del Sud (meno 35,80% nelle quantità e meno 28,15% nel valore). L’Indonesia mostra un lieve calo dello 0,89% delle quantità importate dall’Italia, che viene bilanciato dall’aumento del valore (20,58%). Si evidenzia invece una crescita del mercato malese con un aumento del 77,03% nelle quantità e del 335,20% nel valore. La crescita è trainata principalmente dalle importazioni di lavorati di marmo italiano (201,43% nelle quantità e 472,29% nel valore) il cui valore medio unitario raggiunge i 2485€/ton. E’ quindi importante tenere sotto controllo nei prossimi mesi l’andamento delle esportazione verso la Malesia,  al fine di comprendere se nel futuro prossimo questo Paese potrà diventare un mercato di sbocco con concrete opportunità di sviluppo per le aziende italiane.

 

Stati Uniti d’America:

Il calo subito dal mercato statunitense riguarda esclusivamente i materiali lavorati (sia marmi sia graniti). Con una riduzione del 14,64%, i marmi lavorati scendono a 87.772 tonnellate dalle oltre 102 mila dei primi 9 mesi del 2017, il loro valore diminuisce del 6,27% attestandosi in 220 milioni di euro. Occorre sottolineare l’aumento del valore medio unitario che riguarda sia i materiali grezzi che i materiali lavorati, che raggiungono rispettivamente 1194 €/ton e 2505 €/ton. Il mercato statunitense, pur riducendo le quantità importate, riconosce la miglior qualità ed il maggior pregio dei materiali italiani, tuttavia, negli anni più recenti i materiali sintetici, provenienti da Cina, Canada e Spagna stanno provando ad insidiare le quote di mercato per alcune tipologie di applicazioni che fino ad oggi erano riservate ai lavorati lapidei; l’altro competitor è la ceramica di cui l’Italia, grazie all’alto livello tecnologico raggiunto sul campo, è il principale esportatore. Il mercato americano è il più importante al mondo per quanto riguarda le importazioni di pietre artificiali e quarzi sintetici, raggiungendo gli 1,8 miliardi di euro nel 2017, in aumento del 19,6% rispetto all’anno precedente (Fonte TradeMap). Non esistono, ad oggi,  studi ed approfondimenti esaustivi che permettano di quantificare le reali quantità commerciate ed i relativi valori del mercato delle pietre artificiali; l’auspicio è che sia possibile ottenere, nel prossimo futuro, un quadro più esatto in merito a questi nuovi materiali che, nell’arco di pochi anni, hanno conquistato importanti quote di mercato.

 

Europa:

Sul versante europeo la Germania traina le esportazioni di materiale lapideo italiano con un totale di 375 mila tonnellate, per un valore di 122 milioni di euro.

I dati tedeschi mostrano un calo che riguarda tutti i materiali lapidei ad eccezione dei lavorati di granito che rappresentano la principale componente per valore. I lavorati di marmo, in diminuzione del 11,76%, raggiungono 12.547 tonnellate per un valore complessivo superiore ai 18 milioni di euro. Il valore medio unitario si attesta in 1500 €/ton, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I marmi grezzi esportati in Germania ricoprono una parte residuale, tuttavia si registra una diminuzione del 68,53% della quantità totale accompagnata allo stesso tempo da un aumento del 129,6% del valore medio unitario che arriva a 796 €/ton.

Le esportazioni di materiale lapideo verso la Francia registrano un leggero aumento delle quantità accompagnato da diminuzione del valore (179.838 tonnellate in aumento dello 0,13% per un valore di 69,1 milioni di euro, in diminuzione dell’1,69%), mentre le esportazioni verso la Svizzera rimangono pressoché inalterate nella quantità, ma mostrano un lieve calo nel valore (rispettivamente -0,06% e -3,93%). Le esportazioni verso questi ultimi due Paesi superano, come precedentemente detto, le 100 mila tonnellate, ma riguardano principalmente graniti e altre tipologie di pietre, nonché granulati e polveri.

Di seguito citiamo lo sviluppo del mercato di alcuni Paesi con il fine di dare un quadro informativo il più possibile completo ed esaustivo, pur specificando che tali Paesi non rappresentano mercati di riferimento per il settore.

In Austria si registra una contrazione delle quantità e del valore delle importazioni di materiali lapidei italiani (75.704 tonnellate in calo del 15,96% per un valore di 26,6 milioni di euro, in calo dell’11,08%).

Differente situazione si registra nel Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi e Belgio: questi Paesi aumentano le quantità di materiale lapideo importato, registrando però una riduzione del valore.

Le esportazioni verso il Regno Unito aumentano del 13,13% nelle quantità, mentre il valore diminuisce del 20,42%. Le importazioni di materiale lapideo italiano, da parte della Polonia, aumentano del 12,90% nella quantità con un valore in calo del 2,72%. Un altro importante aumento delle quantità si registra per i Paesi Bassi più 18,16% con una  flessione del valore di 3,72%. Il Belgio aumenta le quantità importate dell’15,59%,  con una diminuzione in valore del 2,69%.

All’interno dell’area europea vi sono alcuni Paesi in cui si registra un aumento sia di quantità che di valore: si segnala in particolare la Grecia, dove le quantità importate di materiale lapideo italiano aumentano del 60,83% con un incremento del valore del 111%. Il mercato greco  è attualmente residuale rispetto ad altri    a cui si è soliti fare riferimento, ma alla luce delle importanti variazioni registrate occorre tenerlo sotto controllo, per capire se nei prossimi anni possano sussistere concrete possibilità di espansione.

Si segnala l’importante incremento dell’export di marmi lavorati verso l’Uzbekistan che, seppur restando un mercato residuale, in questi mesi del 2018 ha registrato un aumento del 1.840% nelle quantità e del 4.972% nel valore. Il valore medio unitario dei lavorati di marmo raggiunge l’impressionante cifra di 8.876€/ton. E’ dunque importante monitorare l’andamento di questo mercato, al fine di valutare lo sviluppo nel tempo e comprenderne le reali capacità di crescita.

 

Africa settentrionale:

In Africa Settentrionale si registrano rallentamenti. La Tunisia, maggiore partner nell’area, riporta una diminuzione del 34,73% nelle quantità e del 25,67% nel valore. Questa riduzione è causata dal forte calo di importazione di marmi e graniti lavorati, mentre si registra un aumento per quanto riguarda blocchi e lastre di marmo (22,82% in quantità e 30,65% in valore).

Si registra un calo del 5,58% sulle quantità esportate verso il Marocco, accompagnato da una diminuzione del valore del 9,30%, mentre aumentano del 4,75% le quantità esportate in l’Algeria il cui valore aumenta del 40,47% superando i 24 milioni di euro.

Caso a parte è quello della Libia, dove la totale instabilità politica ed economica continuano a rendere difficile la possibilità di riportare il mercato ai livelli passati. Si registra infatti un ulteriore calo del 73,25% nelle quantità (5.893 tonnellate), mitigato da un aumento del valore del 5,62%.

L’Egitto, invece, mostra un trend completamente opposto, registrando un aumento sia nelle quantità che nel valore dei materiali importati dall’Italia. La quantità di materiali lapidei supera le a 69 mila tonnellate in crescita del 10,87% con un valore circa 10 milioni di euro (+ 27,36%).

Medio Oriente:

Per quanto riguarda il mercato medio orientale si segnalano Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait: questi quattro grandi mercati superano, con 106,5 milioni di euro, l’81% dell’intero valore del materiale lapideo (blocchi, lastre e lavorati) esportato dall’Italia nell’area. Il rallentamento maggiore si registra negli Emirati Arabi Uniti e coinvolge sia le quantità (meno 23,99%) sia il valore (meno 30,97%). Stessa situazione in Kuwait seppure in misura più lieve (meno 5,71% in quantità e meno 16,79% in valore). L’Arabia Saudita mostra un calo delle quantità importate dall’Italia (meno 7,72%), con un valore che supera i 29 milioni di euro, in aumento del 7,49%. Il valore medio unitario dei materiali esportati in Arabia Saudita raggiunge le 593€/ton. Mostrano una tendenza completamente opposta le esportazioni verso il Qatar, superando i 22 milioni di euro, in aumento del 17,18% nelle quantità e del 18,74% nel valore; si segnala, inoltre, l’importante aumento delle importazioni di marmi grezzi italiani (240,96% in quantità e 175,48% in valore). Il valore medio unitario del materiale lapideo esportato in Qatar è di 950€/ton.

 

Distretto Apuo – Versiliese:

Con riferimento al Distretto Apuo – Versiliese i dati mostrano una riduzione del valore dell’export di materiali lavorati pari al 3,82% nel III trimestre 2018, passando da 360 a 346 milioni di euro. Il rallentamento è dovuto alla riduzione del valore delle esportazioni della provincia di Lucca, in calo del 18,18%, mentre la provincia di La Spezia registra una variazione positiva del 32,24%.

Occorre sottolineare un miglioramento nelle esportazioni di lavorati del distretto rispetto ai risultati evidenziati nei primi sei mesi del 2018, dove il calo si assestava intorno al 7,86%.

La provincia di Massa-Carrara fornisce il maggior contributo all’export di materiali lapidei lavorati del Distretto, con un valore di 251,8 milioni di euro, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2017. La diminuzione del valore dell’export di lavorati è da imputarsi principalmente alla riduzione delle esportazioni verso gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti, per i motivi specificati nelle sezioni dedicate a tali Paesi.

Tabella: Valore export materiali lavorati (ATECO 237) Distretto Apuo – Versiliese

Export Materiali Lavorati – Ateco 237 (Valori in Euro) – Cumulato III Trimestre
Distretto Apuo – Versiliese 2017 2018 Δ % 2017/2018
La Spezia 9.719.468 12.853.094 32,24
Massa – Carrara 250.547.025 251.793.351 0,50
Lucca 99.775.008 81.632.411 -18,18
Totale Distretto 360.041.501 346.278.856 -3,82

Fonte: Rielaborazione IMM su dati ISTAT

Anche le esportazioni  di materiali grezzi del distretto seguono il trend nazionale, si registra una lieve diminuzione del valore esportato, pari all’ 1,27%. Anche in questo caso è la provincia di Massa-Carrara che traina le esportazioni con un valore di 154,3 milioni di euro, in flessione dell’ 1,97% rispetto al 2017. Crescono invece le esportazioni per le province di Lucca e La Spezia. Si segnala tuttavia un aumento del 4,22% del valore delle esportazioni di materiali grezzi verso la Cina, che sfiora i 100 milioni di euro.

 

Tabella: Valore export pietre, sabbia e argilla (ATECO 081) Distretto Apuo – Versiliese

Export Pietre, Sabbia e Argilla – Ateco 081 (Valori in Euro) – Cumulato III Trimestre
Distretto Apuo – Versiliese 2017 2018 Δ % 2017/2018
La Spezia 2.648.217 3.127.116 18,08
Massa – Carrara 157.423.631 154.326.452 -1,97
Lucca 23.685.849 23.976.545 1,23
Totale Distretto 183.757.697 181.430.113 -1,27

Fonte: Rielaborazione IMM su dati ISTAT

Confrontando il trend del distretto Apuo – Versiliese con il distretto lapideo Veronese, notiamo che il valore delle esportazioni venete mostra una diminuzione più marcata sia sui lavorati (-12,19%) sia sui materiali grezzi (-13,35%).

 

Conclusioni generali:

Il 2017 è stato un anno particolarmente proficuo per il settore lapideo, con cifre di export che non erano più state raggiunte da anni. Risulta quindi un anno eccezionale, ma per il futuro occorre fare una considerazione più ampia.

Osservando la serie storica della quantità totale esportata, si nota come il 2017 abbia rappresentato un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, mentre osservando la serie storica del valore totale   si nota che nel 2017 c’è stata una stabilizzazione rispetto all’andamento in leggera diminuzione cominciato nel 2016.

Riteniamo quindi utile richiamare i dati antecedenti il 2017 per valutare il mercato lapideo odierno alla luce di un arco temporale più ampio, che lo metta a confronto non solo con un anno eccezionale quale è stato il 2017, ma anche con gli anni precedenti. Questa lettura potrà essere confermata solo analizzando i risultati del prossimo anno.

L’export lapideo italiano ha, inoltre, un forte competitor nei materiali ceramici e nei quarzi sintetici (conosciuti come “quarzo” o “marmo artificiale”), soprattutto sul mercato statunitense, dove le importazioni di questo materiale sono cresciute nel periodo 2011-2017 ad un tasso medio annuo del 16,92%, fino a raggiungere gli 1,8 miliardi di euro, andando così a rafforzare le proprie quote di mercato soprattutto in alcune applicazioni specifiche, quali ad esempio i rivestimenti per i piani cucina (Rielaborazione IMM su dati TradeMap).

Nonostante la politica dei dazi dell’amministrazione americana abbia in programma di imporre nel prossimo futuro tariffe doganali fino al 25% su questo tipo di materiali provenienti dalla Cina (primo esportatore al mondo), gli effetti indiretti che si avranno sulle esportazioni di marmi lavorati italiani non sono facilmente prevedibili in quanto tali politiche sono pensate per favorire le imprese americane,  quindi ne trarranno diretto beneficio eventuali produttori di quarzi sintetici operanti sul suolo americano, oltre che di riflesso i produttori canadesi e spagnoli (rispettivamente secondo e terzo esportatore verso gli USA di quarzi sintetici). E’ da rilevare che le fortissime campagne di marketing intraprese nel settore, unite ad un prezzo inferiore e ad alcune caratteristiche tecniche pubblicizzate come migliorative rispetto a quelle della pietra naturale, hanno contribuito alla rapida diffusione di questi materiali tra addetti ai lavori e consumatori finali, con conseguente danno per l’immagine dei lavorati di marmo.

Nel 2017 il valore totale dei materiali sintetici (o pietre artificiali) importati nel mondo ha raggiunto circa 5,3 miliardi di euro (Fonte: TradeMap).

 

In considerazione di quanto esposto è importante aumentare la promozione dei lavorati in marmo naturale, per esaltarne la qualità, l’unicità e il fascino. All’incremento delle campagne di marketing dovranno tuttavia corrispondere investimenti concreti in ricerca e sviluppo, mirati al miglioramento delle   qualità tecniche e strutturali della pietra naturale – ad oggi incline a subire l’attacco degli agenti atmosferici, dell’inquinamento e delle variazioni climatiche – così da poter contrastare l’avanzata dei materiali sintetici.

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